Lettera a Pinocchio

Lo so, me l’avete già detto: sono antipatica, voglio sempre fare la maestrina mettendo i puntini sulle “i”, vado sempre a rinvangare episodi del passato che non interessano più a nessuno, o quasi, però dovete ammettere che non è tutta colpa mia, se ogni tanto sono costretta ad intervenire, perché di fronte a certe notizie mi viene l’orticaria e proprio non mi va giù che la gente sia ingannata, pensando che abbia la memoria corta.

In settimana sono entrata nel nostro campo sportivo, in occasione dei Giochi dello Sport organizzati dalla mia scuola primaria in collaborazione con l’Atletica Maccagno.

Lo stato di generale degrado di tutta la struttura era evidente, non solo per quanto riguarda il campo da calcio, ma anche della pista di atletica e soprattutto degli spogliatoi.

Nella stessa giornata e a pochi giorni dalle prossime elezioni amministrative, guarda caso… che coincidenza! Viene pubblicato un articolo in cui si annunciano formidabili novità: l’arrivo di 500 mila € da parte dell’Istituto di Credito Sportivo per il rifacimento del manto in materiale sintetico, che quindi non richiederà più alcuna manutenzione.

Un bel risultato che l’amministrazione in carica porta a casa come l’ennesimo fiore da mettere all’occhiello.

Mutuo a tasso zero da restituire in 15 anni, ovvero poco più di 33 mila € annui con il “risparmio” (si fa per dire) di 67 mila € di interessi e… udite, udite, perché qui si tratta di una vera e propria opera di magia: dato che, annualmente, per la manutenzione del campo, si spende molto di più, in pratica il Comune ci guadagnerebbe addirittura.

Naturalmente, prima della nuova stagione sportiva si promette anche la sistemazione della pista di atletica, la costruzione di nuovi spogliatoi e del locale attrezzi.

Il ragionamento non fa una grinza.

Ma è qui che improvvisamente mi è apparso Pinocchio, con il suo naso che si allungava a dismisura ogniqualvolta raccontava una bugia.

Solo che le bugie del celebre burattino collodiano erano ingenuamente così palesi da far quasi tenerezza e sfido chiunque a non aver parteggiato per lui seguendo le sue incredibili avventure.

Qui invece, di incredibile c’è il cambio di direzione di un’amministrazione che fino a pochi mesi fa non solo si è completamente disinteressata dell’intera struttura, ma addirittura ne avrebbe decretato la morte per spianamento da ruspa, se non fosse stato miracolosamente modificato il PGT adottato il 13 maggio 2011.

Lo so, sono noiosa, ma ancora una volta è necessario fare un passo indietro, per far capire, a chi non c’era, a chi era troppo giovane e a chi ha dimenticato alcuni passaggi fondamentali di questa vicenda, come si è davvero arrivati al rischio di dire addio al nostro amato campo sportivo.

Nel Piano di Governo del Territorio allora presentato in Regione si indicava la scelta di “non confermare determinate aree standard che, per dimensioni, forma e collocazione non risultano importanti né per la funzione, né per le strategie del sistema urbano”.

Tradotto in italiano, tra le strutture da non confermare c’erano le attrezzature scolastiche (cioè le scuole) e il campo da calcio (cioè il campo e la pista di atletica), che dovevano essere abbattute.

Si proponevano inoltre la costruzione di nuove scuole e la delocalizzazione del campo sportivo.

Quest’ultimo veniva addirittura definito “vuoto urbano, pur se antropizzato, nato in un’area abbandonata e ai margini del paese: uno spreco di territorio dedicato ad un’infrastruttura dal bassissimo tasso di utilizzo giornaliero”.

Nonostante l’ammissione che il luogo godeva di un certo interesse sociale, si era arrivati a definire la zona un’area strategica dedicata a pochissimi utenti, “in una proporzione che non può che balzare agli occhi del cittadino che percepisce l’area con un senso di disorientamento”.

Tralascio i particolari e ulteriori approfondimenti su quel folle documento per non tediarvi ulteriormente, limitandomi a ricordarvi che, per quanto riguarda il campo da calcio, questo veniva riproposto, ma senza la presenza della pista di atletica, giudicata inutile, dato l’esiguo numero di utenti, nell’area dove attualmente si trovano le scuole.

Stendo anche un velo pietoso sull’esorbitante costo di quel PGT, che per fortuna oggi è stato sostanzialmente modificato.

Purtroppo, però, nessuna modifica all’indistruttibile sicumera con cui il nostro primo cittadino cambia le carte in tavola.

Ieri arrogantemente arroccato sulle sue decisioni, insieme ai suoi alleati del PD, ignorando le perplessità di Regione Lombardia e della Provincia; l’opposizione di alcuni dei suoi stessi consiglieri; infischiandosene perfino dell’opinione di oltre 600 abitanti che sottoscrissero la petizione “Giù le mani dal campo sportivo”.

Oggi invece orgogliosamente portavoce della lieta notizia che permetterà ai maccagnesi di uscire dallo stato di “disorientamento” di fronte a quell’ “area abbandonata”, il tutto, naturalmente, grazie a questa lungimirante amministrazione, dopo l’unanime approvazione, lo scorso 6 febbraio, del nuovo Piano di Governo del Territorio, che viene rimodulato mandando in pensione, tra le altre cose, il diabolico progetto di eliminazione del campo sportivo.

Dal 2011 molta acqua è passata sotto al ponte sul torrente Giona: dalla fusione di Maccagno con i comuni di Pino e Veddasca, all’ulteriore consolidamento di un’amministrazione sempre più convinta che i cittadini siano tutti come i topolini della città di Hamelin, che, incantati dalle suadenti note suonate da un magico pifferaio, iniziarono a seguirlo, inconsapevoli, però, della sorte che li aspettava.

E ora arriva questo progetto di riqualificazione dell’area, grazie al muto di 500 mila € dell’Istituto di Credito Sportivo.

Il nostro primo cittadino vuol forse farci credere di essere sempre stato dalla parte di coloro che otto anni fa si mobilitarono per difendere quel “vuoto urbano”?

Vuol forse rivelarci di aver lavorato strenuamente per trovare i fondi necessari alla riqualificazione di un’area che gli sta a cuore, favorendo così anche l’Atletica Maccagno, che da alcuni anni promuove attività sportive tra i ragazzi e gli adulti dell’intero territorio del luinese?

Bravo sindaco, per aver ottenuto questo benedetto mutuo quindicennale, ma, come al solito, hai indossato panni non tuoi, appropriandoti di meriti che dovrebbero essere riconosciuti ad altri, per le loro battaglie.

Non hai nemmeno riconosciuto di aver sbagliato nel promuovere, otto anni fa, un ribaltamento urbanistico improponibile che ti ha permesso però di evitare migliorie alla struttura sportiva più rappresentativa del nostro territorio, incominciando magari dagli spogliatoi.

Sì, almeno quelli! Visto lo stato del loro progressivo degrado, oggi assomigliano stranamente ai bagni dell’ex Colonia montana Luraschi di Saltrio, una struttura chiusa alla fine degli anni ’70 e ora meta di numerosi appassionati di archeologia industriale e luoghi abbandonati.

Beh, a pensarci bene, insieme all’albergo incompiuto del Parco Giona, il nostro campo sportivo avrebbe potuto diventare un’attrazione turistica proprio per gli amanti dei luoghi fantasma.

Già, ma in questi anni c’era in vigore quell’altro PGT, che ne prevedeva la demolizione… quindi inutile intervenire e poi, avevi “altre priorità”, come ti sei giustificato con coloro che ti chiedevano spiegazioni.

A questo punto sai che cosa ti dico? Che il tuo improvviso entusiasmo di questi giorni non appartiene nemmeno alla categoria delle bugie, ma a quella delle mistificazioni.

Mi dispiace averti paragonato a Pinocchio, perché non c’è nulla di ingenuo e disarmante nel tuo comportamento.

No, tu non sei Pinocchio: tu sei il re del trasformismo.

E scusami se ti ho dato del tu, ma avrei avuto qualche difficoltà con i congiuntivi.

Informazioni su Marina Perozzi

Nata a Milano nel 1955, sono ex insegnante di scuola primaria, ormai in pensione. Innamorata del lago fin dall'infanzia, vivo a Maccagno con Pino e Veddasca, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, dal 1979. Appassionata di fotografia, musica e tecnologia, occasionalmente scrivo sulla stampa locale articoli sugli eventi sulturali del territorio.
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