Non c’è dubbio che questa campagna elettorale in vista delle consultazioni amministrative del 26 maggio nel nostro territorio sia partita con una marcia in più, grazie soprattutto alla maggior dimestichezza con mezzi di comunicazione interattivi come Internet e l’uso dei social, che fanno da volàno alla diffusione delle informazioni.
A volte le notizie rimbalzano al punto di diventare addirittura “virali”, anche quelle non propriamente attendibili, o addirittura quelle che gli inglesi chiamano “fake news”, ovvero informazioni inventate, ingannevoli o distorte, rese pubbliche con il deliberato intento di disinformare o diffondere bufale attraverso i mezzi di informazione.
Facebook, Instagram, Twitter, i gruppi Whatsapp sono comunque solo alcune delle opportunità che permettono di avvicinare e aggiornare “in tempo reale” l’elettorato, in particolar modo gli indecisi, i disinteressati alla cosa pubblica, qualche transfuga da altre liste più o meno civiche.
Lo scopo principale dei messaggi tende però a tenere agganciati i fans di vecchia data, i fedelissimi, coloro che rappresentano le fondamenta dell’intero castello su cui poggia la formidabile macchina amministrativa di un comune.
E nel caso di Maccagno con Pino e Veddasca, perché è di questo che voglio parlare, la partita appena iniziata tra i due schieramenti in campo promette di riservare sorprese che potrebbero modificare, se non addirittura ribaltare, gli equilibri in gioco.
Scrivo queste mie considerazioni, del tutto personali, da semplice cittadina, ponendomi le stesse domande di un qualsiasi elettore medio, perché questo me lo permette la Costituzione della Repubblica Italiana, perciò non temo censure di sorta.
Durante una campagna elettorale, lo scambio di colpi tra le opposte fazioni è consentito, però non è corretto raccontare mezze verità o dare un’immagine di sé e del proprio operato in modo distorto.
Ma procediamo con ordine nell’interpretare le dichiarazioni che il sindaco in carica ha scritto sui social nei giorni scorsi.
1) A proposito della fusione tra i comuni di Maccagno, Pino e Veddasca avvenuta tramite referendum, è solo una sua interpretazione il fatto che i favorevoli e i contrari a questo accorpamento fossero necessariamente schierati pro o contro l’attuale amministrazione. Personalmente votai SÌ perché lo ritenevo un passo da farsi, indipendentemente dall’essere favorevole all’amministrazione in carica.
2) L’esito del referendum del 1 dicembre 2013 fu di 1314 voti validi (711 SÌ + 603 NO) su una popolazione legale di 2444 cittadini e un totale di residenti di 2522 abitanti: significa che una bella fetta di votanti non si presentò alle urne. Pertanto quel “noi e solo noi abbiamo voluto” mi sembra improprio, perché non si trattò certamente di un plebiscito.
3) La storia di ognuno di noi e di ciò che ha fatto (amministrativamente parlando, s’intende) può riferirsi solo a chi ha avuto la possibilità di governare. Evidentemente chi non ha ancora avuto questa opportunità non può elencare i meriti del proprio operato, ma solo indicare quali sono i suoi progetti di governabilità. Anche sostenere la differenza tra “promettere di provare a fare ed elencare quello che si è stati capaci di realizzare” rappresenta un’evidente contraddizione. Come si può “dimostrare che si potrebbe stare meglio” se non si è al governo di un ente?
4) “Metterci la faccia”, che sembra essere il tormentone che quasi quotidianamente viene proposto dal sindaco in carica, mi sembra un’inutile sottolineatura, in quanto non mi pare che altri abbiano mai nascosto la loro. Piuttosto, invece, nel corso di questi ultimi anni, di fronte ad alcune emergenze che hanno riguardato la comunità, questa amministrazione non ha mai affrontato la gente nel corso di pubblici incontri/dibattiti sul territorio del comune.
• Mi riferisco in particolare all’emergenza migranti, che ha coinvolto in maniera significativa anche MPV, creando in molti una comprensibile diffidenza. La faccia del nostro sindaco si è vista e ascoltata, invece, durante conferenze e incontri pubblici in altre località limitrofe, dove ha sempre portato l’esempio di Maccagno come fiore all’occhiello dell’accoglienza, ma ai maccagnesi tutto ciò che è stato fatto non è mai stato raccontato direttamente.
• Parliamo anche di “AlpTransit”, cioè del progetto di alta velocità che attraverserà il nostro territorio: anche in questo caso la faccia del nostro primo cittadino non si è mai messa in gioco entro i confini del comune, ma sempre altrove.
• Vogliamo poi parlare dell’ultimo motivo di scontro tra i cittadini, ovvero della possibilità di realizzare una strada alternativa alla SS 394 che attraversi la Val Veddasca andando a collegare Lozzo con Piero e la Val Dumentina? Grandi articoli sui quotidiani locali, provinciali e, naturalmente, sui social, ma l’incontro faccia a faccia con i suoi concittadini, non c’è stato.
5) Parlare dei “nostri visi” della “nostra storia”, del “nostro impegno quotidiano” al plurale, quando ci si presenta con una lista che comprende sei new entry su dieci candidati significa parlare in modo assai ambiguo. Non si mettono assolutamente in dubbio l’impegno quotidiano e la storia di queste persone, tutte conosciute, stimate e rispettate per il ruolo che occupano nella comunità o nell’ambiente di lavoro, ma non si può proprio dire che queste caratteristiche siano attribuibili ad una carica istituzionale che ancora non hanno ricoperto. Invece sarebbe interessante capire perché alcuni hanno abbandonato la “squadra”, per esempio (ed è solo l’ultima in ordine di tempo) la consigliera Patrizia Villani, le cui dimissioni sono state rese note durante l’ultimo consiglio del 27 marzo scorso.
Voglio fare ancora qualche riflessione: alle elezioni amministrative del 2014 la Lista “Impegno Civico”, che, guarda caso già si chiamava così fin dai tempi dell’amministrazione Giani di 15 anni fa, ha ottenuto il 62% dei voti su 2627 aventi diritto. Mancano 902 elettori all’appello, che rappresentano circa un terzo dell’elettorato. Perché? Dove sono costoro?
L’ultima considerazione riguarda i nomi dei pro sindaci nella lista di “Impegno Civico”: tra di essi mi stupisce che ancora sia presente colui che 5 anni or sono così si esprimeva nei confronti dei “cattivi e perfidi” oppositori: bella faccia di bronzo…
