Mi dissocio

Quattro anni fa ho chiesto di essere assegnata su posto di sostegno, per mettere a disposizione di bambini speciali le competenze acquisite in 40 anni di insegnamento. Ho avuto la fortuna di essere assegnata alla mia “vecchia” scuola di provenienza, proprio nel paese in cui vivo dal 1979.

Così, nel settembre 2015 sono rientrata per la prima volta nell’edificio che avevo lasciato tanti anni prima. Nulla era cambiato, se non i comprensibili segni del tempo su un edificio che, dalla fine degli anni ’80, aveva accolto intere generazioni di scolari. Ricordo molto bene le varie fasi della costruzione di questa scuola, le battaglie con l’allora Direttrice Didattica per ottenere quegli spazi in più che dovevano essere destinati ad ospitare ben 10 classi e non cinque, come erroneamente previsto nel primo progetto. Ricordo il trasloco dalla vecchia sede, al di là del ponte, per entrare in questo stabile moderno e funzionale, dotato perfino di un ascensore e di bagni attrezzati per i disabili, che però, per un errore di progettazione, si rivelarono fin da subito inutilizzabili.

E così sono rimasti fino a giugno 2018, quando finalmente si è provveduto a sostituirli con veri servizi assistiti. Queste foto sono datate 28 settembre 2017 e della stessa data è la lettera indirizzata dall’insegnante responsabile del plesso alla Dirigente Scolastica e al Responsabile della Sicurezza d’Istituto, i quali l’hanno girata all’Amministrazione Comunale. Chiedo scusa ai miei scolari, passati e presenti, per non aver esercitato quella “Cittadinanza attiva” che tanto ho cercato di inculcare nelle loro menti, perché anch’io sono stata complice di un silenzio durato quasi trent’anni. Chiedo scusa perché solo il 28 settembre 2017 mi sono decisa a fare qualcosa per modificare una situazione che di fatto impediva una piena inclusione.

Ecco perché mi dissocio!

Mi dissocio da coloro che hanno continuato a chiudere gli occhi per paura, per comodità, perché “tanto non mi riguarda e poi ci sono tante altre priorità”, o perché comunque “si fa tanto per la scuola”.

Mi dissocio da coloro che per tanti anni furono “i nemici” e da dieci anni sono saliti anche loro sul carro del vincitore.

Mi dissocio da questo malcostume che vuole coprire gli errori per paura del dissenso popolare. Tutti possono sbagliare, anche coloro che per trent’anni si sono dimenticati che qualcosa non era a norma e confessare di aver finalmente rimediato a un torto avrebbe procurato grande onore e stima. Invece si è preferito passare sotto assoluto silenzio questa ristrutturazione, senza articoli sui giornali, né post sui social, né dichiarazioni pubbliche… Si è preferito dirottare l’interesse dell’opinione pubblica sulla ristrutturazione dei bagni adiacenti al locale mensa, co-finanziato dalla Ditta appaltatrice del servizio pasti, alla quale è stata riservata anche una cerimonia di inaugurazione ufficiale, alla presenza di scolaresche, docenti, dirigente scolastico, amministratori…