Lungimiranza

Giuro di non aver scelto io questo ruolo da antipatica, che peraltro, non mi dispiace affatto, ma sono le circostanze a costringermi ad intervenire ogni volta che percepisco una mancanza di “onestà intellettuale”, termine che va molto di moda ultimamente, da parte di coloro che, come rappresentanti della cosa pubblica, dovrebbero invece prestare più attenzione degli altri nell’uso delle parole.

Si sa che in campagna elettorale non si perde l’occasione per “portare l’acqua al proprio mulino”, con lo scopo di dimostrare di aver svolto la propria “missione” nel migliore dei modi, però nel raccontare la concretezza dei fatti bisognerebbe almeno usare, su tutti i mezzi di informazione, la medesima versione, o, almeno, non omettere, proprio sulla propria pagina dedicata alla campagna elettorale, dettagli che inducono chi legge ad interpretare diversamente la realtà.

Ma veniamo al dunque e parliamo di fitodepurazione.

Venerdì 12 aprile scorso è stata presentata ufficialmente la fase conclusiva del progetto di fitodepurazione che interessa i comuni di Maccagno con Pino e Veddasca e Tronzano Lago Maggiore.

Tranquilli, non ho intenzione di criticare il progetto, perché devo dire che ne sono rimasta affascinata, proprio come quando, a lavori quasi ultimati del contestato civico Museo Parisi Valle, dichiarai che dal punto di vista architettonico mi piaceva (e sono passati più di vent’anni, perciò non sono diventata “antipatica” solo ora).

Fui “bacchettata”, perché non allineata con la logica del “o bianco o nero”, “o stai di qua o stai di là”, in virtù dell’immarcescibile pregiudizio verso chi ritiene buona, a prescindere, un’iniziativa che, in questo caso, addirittura, non può che migliorare la nostra qualità di vita e quella dell’ambiente in cui viviamo.

E allora? Che cosa c’è da dire? Vogliamo forse allungare ulteriormente la fila interminabile di coloro che criticano tutto e tutti per partito preso, senza fare proposte o, peggio ancora, senza rimboccarsi le maniche e mettersi concretamente a lavorare?

Niente di tutto ciò!

Si tratta semplicemente del solito scollamento tra i fatti e come vengono raccontati, almeno sulle bacheche dei social, che recentemente sembrano essere diventate l’unica fonte evangelica per chi, purtroppo, non ha tempo di leggere i giornali, nemmeno quelli online.

Ma facciamo un passo indietro.

Nel 2009 i comuni di Pino e di Veddasca fanno redigere i progetti esecutivi per la fitodepurazione, ottenendo i finanziamenti necessari per la realizzazione delle opere, grazie anche all’impegno dell’allora sindaco di Pino Mauro Fiorini e dell’ex presidente della provincia Dario Galli.

Al progetto contribuisce fin da subito anche il comune di Tronzano.

Nel 2013 il referendum sancisce la fusione tra Maccagno, Pino e Veddasca, che, nel 2014 diventano ufficialmente un unico grande comune.

Nel corso degli anni successivi varie vicissitudini burocratiche rischiano di far naufragare il progetto, ma nel 2016 il comune di MPV riesce a bandire la gara d’appalto

Nel 2017 Fondazione Cariplo revoca il contributo concesso: inizia così l’iter per ricucire i rapporti e risolvere le controversie.

A gennaio 2018 i due progetti (uno per MPV e uno per Tronzano) prendono finalmente il via.

Il 13 febbraio 2018 l’ex sindaco di Veddasca Adolfo Dellea rivendica sulla stampa la paternità sui progetti esecutivi per la fitodepurazione.

Veniamo dunque a ciò che non mi è piaciuto riguardo alla presentazione del 12 aprile scorso e al mio nuovo “antipatico intervento”.

Mi ha infastidito il solito atteggiamento di chi guida la pubblica amministrazione di MPV nel fare piccole, ma significative omissioni, che inducono a pensare, in chi legge, che il merito di un’iniziativa sia solo di coloro che attualmente ci governano.

Nonostante il fatto che i quotidiani online del territorio abbiano correttamente indicato negli ex comuni di Pino e di Veddasca gli enti promotori del progetto iniziale, così come peraltro dichiarato dal primo cittadino durante la cerimonia, sulla pagina social della lista di “Impegno Civico” si scrive invece, a proposito di questo avvenimento, in modo autoreferenziale, insistendo genericamente sulla “capacità di prevedere, di lungimiranza nel porre in essere azioni capaci di produrre circoli virtuosi, di ricerca paziente dei finanziamenti e degli interlocutori giusti” per avviare questo progetto del valore di 2,4 milioni di Euro, come se si trattasse di una delle innumerevoli buone prassi messe in atto da questa amministrazione.

Che cosa può pensare, dunque, il lettore medio? Che tutto sia merito di “Impegno civico”, perché, conclude la nota, “Noi l’abbiamo fatto”.

Per fortuna non è così, perché lungimiranti furono gli ex comuni di Pino, Veddasca e Tronzano, Fondazione Cariplo, con il suo presidente Giuseppe Guzzetti, Giorgio Fiorio assessore nel comune di Tronzano ed ex assessore provinciale al Marketing.

Il comune di MPV è arrivato dopo, nel 2014.

Alla sua amministrazione lascio volentieri il merito di aver ricucito i rapporti interrotti con gli enti e di aver continuato nell’opera di salvaguardia del territorio fino ad arrivare in dirittura d’arrivo del progetto, che comunque, per quanto riguarda il contributo finanziario di MPV, si è limitato a 100 mila Euro, rispetto ai 250 mila erogati dal comune di Tronzano, in aggiunta agli oltre 980 mila € di Fondazione Cariplo, i 965 mila € di Verbano SpA e i 100 mila € della Comunità Montana Valli del Verbano.

Penso che sia più che sufficiente, senza dover contagiare i cittadini con quest’ansia da primi della classe che francamente rende antipatici, almeno quanto me, coloro che sgomitano per emergere, anche quando non ne avrebbero bisogno.

Giusto per “onestà intellettuale” verso tutti gli elettori, che hanno il diritto di conoscere i fatti con più trasparenza e perché i loro “like” sui social siano più consapevoli e non assegnati solo “di pancia”.

Finanziamenti impianti fitodepurazione

Informazioni su Marina Perozzi

Nata a Milano nel 1955, sono ex insegnante di scuola primaria, ormai in pensione. Innamorata del lago fin dall'infanzia, vivo a Maccagno con Pino e Veddasca, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, dal 1979. Appassionata di fotografia, musica e tecnologia, occasionalmente scrivo sulla stampa locale articoli sugli eventi sulturali del territorio.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *