Cara Grazia ti scrivo…

Cara Grazia, apprezzo molto questo tuo volerti esprimere pubblicamente, perché so quanto sia difficile, per una persona schiva e riservata come te, esternare le tue emozioni e i tuoi sentimenti.

Personalmente ritengo che questo tuo “scendere in campo” ora sia un po’ tardivo, anche perché ci vediamo tutti i giorni a scuola e in tutto questo tempo avresti potuto affrontare direttamente con me gli argomenti che ti stanno a cuore.

Anche perché, se è vero che mi stimi, significa che mi consideri un’amica e agli amici bisogna sempre dire ciò che si pensa, per il loro bene e soprattutto quando si è convinti che questi stiano sbagliando.

Invece, come altre persone che entrambe frequentiamo quotidianamente, hai preferito non affrontare alcun discorso, nemmeno semplicemente per chiedere, come invece molti altri hanno fatto: “Ma che cosa è successo?”

Ma la cosa che mi stupisce di più è che tu sai le ragioni che mi hanno spinta a questa ribellione, perché sei stata in qualche modo indiretta testimone dei fatti e soprattutto, per quanto riguarda il discorso sulla disabilità, della quale non voglio e non posso parlare perché l’ho promesso ai miei superiori (non certamente perché censurata dall’autorità amministrativa del paese).

Ma entriamo subito in argomento.

I giovani: io ho 63 anni, quindi considero giovani tutti coloro che hanno dai 18 ai 40/45 anni circa, che, guarda caso, è l’età di molti dei miei ex alunni.

Ed è proprio a quei giovani lì, che mi rivolgo, non genericamente ad una fascia di età anagrafica.

Sono i bambini che ho visto crescere e di cui conosco le famiglie, quegli stessi bambini che hanno faticato per studiare, che avrebbero potuto scappare all’estero e lasciare questo territorio maledetto di frontiera, isolato dal mondo e dalle opportunità per i loro figli.

Avrebbero potuto disinteressarsi di tutto e pensare soltanto ai loro bisogni individuali.

Avrebbero potuto essere contenti di delegare ad una sola persona tutto ciò che riguarda la vita del paese e le esigenze del territorio.

E invece no!

Ecco perché credo che il volersi “cimentare in un tentativo politico” non equivalga affatto a un gioco di ruolo, come quelli dei videogames.

Per molti anni sono stata alla finestra, soprattutto a causa delle vicissitudini della mia famiglia (mia madre prima e mio marito dopo) che mi hanno impedito di occuparmi di queste cose.

Tuttavia nel frattempo registravo delle stonature, delle disarmonie, percepivo qualcosa che strideva con la facciata da “Paese del Mulino Bianco” che si voleva dare di Maccagno.

La mia natura metropolitana mi fece comunque optare per la bontà della fusione tra comuni, opinione che non ho mai nascosto e di cui non mi pento, ma che non ha impedito a coloro che appoggiano la lista “Idea Comune” di accettarmi, con il medesimo rispetto che io dimostro nei loro confronti.

Sono state poi una serie di circostanze e di comportamenti che non voglio raccontarti in questa sede perché diventerei oltremodo noiosa,  a convincermi che non è concepibile una realtà dentificata da un solo uomo al comando.

La mia esperienza ormai quarantennale nel mondo della scuola mi ha abituata a considerare il lavoro di squadra, il cooperative learning”, come si usa dire adesso, come l’unica carta vincente, sia da praticare tra docenti, che da utilizzare per l’apprendimento degli scolari.

E la medesima cosa non è impossibile da praticare in politica, soprattutto a livello locale, anche se, come tu stessa convieni, una lista viene definita “civica” solo strategicamente, ma in realtà potrebbe essere appoggiata da una o più forze politiche.

Ma faccio un passo indietro, per rinfrescarti la memoria, partendo dal 2004, quando, dopo anni di delfinato dell’attuale sindaco, come vice di Renzo Giani, avviene un naturale cambio della guardia:

– 2004 – Passera sindaco della lista conservatrice “Impegno Civico” con Giani vice sindaco; “Maccagno Insieme” espressione delle sinistre, all’opposizione, insieme alla lista “Con voi per Maccagno”

– 2009 – Passera di nuovo sindaco, sempre con la medesima lista, che però… diventa un “lista civica” appoggiata dalle sinistre, con Renzo Giani all’opposizione con “Maccagno Domani”

– 2014 – dopo la fusione avvenuta nel dicembre 2013 Rielezione di Passera con “Impegno Civico”, sempre appoggiato dalle sinistre e Davide Compagnoni all’opposizione con “Insieme”

– 2019 – Passera aspira a raggiungere il quarto mandato sempre con la lista “Impegno Civico”, sostenuta dal PD.

Qual è, allora il problema? L’appoggio esterno dei movimenti/partiti politici a sostegno di liste civiche?

Oppure il fatto che Attilio Fontana sia della lega?

Intanto, che ci piaccia o no, questa è la realtà: Fontana è il Governatore di Regione Lombardia e nella sua veste istituzionale nessuno poteva impedirgli di sostenere una o più liste del territorio.

Mi risulta inoltre che in questi giorni anche il senatore del PD Alessandro Alfieri sia venuto in visita a Maccagno con Pino e Veddasca, sicuramente per incoraggiare la lista “Impegno Civico” e credo che ne avesse tutto il diritto. Così come in passato l’Assessore regionale Raffaele Cattaneo appoggiò iniziative della giunta Passera (e non mi risulta che sia simpatizzante del PD).

Ciò che invece personalmente mi ha sempre lasciato un retrogusto amaro in bocca è questa “conversione” dell’ex vicesindaco Passera, che per anni aveva condiviso le sorti del paese con Renzo Giani senza mai apertamente contestarlo (altrimenti avrebbe potuto dimettersi) e poi improvvisamente diventa esponente di spicco del PD.

Ti ricordo che l’allora gruppo di “Maccagno Insieme”, quello che per alcuni anni aveva pubblicato il giornale dell’opposizione e combattuto battaglie memorabili contro l’amministrazione comunale e alle quali anche tu avevi partecipato nonostante la tua giovane età, a causa di questa “strategia politica”, si sciolse.

E queste circostanze me le ha recentemente ricordate proprio tuo marito Giuseppe.

Allora, se accettiamo questo cambio di rotta di un uomo che per anni fu il braccio destro delle idee conservatrici di Renzo Giani, e questa riflessione mi è stata fatta dal “giovane” Cristiano, che ringrazio ancora, a distanza di quattro mesi, per le sue incisive e puntuali riflessioni, dobbiamo anche riconoscere che in una lista civica possano confluire persone che a livello nazionale hanno precise idee politiche, ma che a livello locale, possono collaborare onestamente e serenamente per il bene comune.

Per quanto riguarda il programma della lista “Idea Comune”, forse tu ti sei limitata ad ascoltare i brevi video promozionali, che necessariamente servivano unicamente come “bigino” di un programma di ben più ampio respiro, che spero tu abbia avuto il tempo di leggere in questi mesi.

Anzi: pensa che qualcuno ha fatto notare l’eccessivo dettaglio dell’opuscolo, che avrebbe potuto annoiare il lettore distratto o poco avvezzo al linguaggio programmatico.

Dal mio punto di vista, comunque, la società italiana sta finalmente svecchiandosi, perché a fronte di docenti che entrano in ruolo a 50/55 anni, c’è la possibilità di mandare al governo della cosa pubblica “giovani” 30/40enni. Un bel progresso, non trovi?

Tutto ciò che vorrai ancora farmi notare sarà bene accetto, ma sinceramente mi aspetto che tu domani, a scuola, abbia il coraggio di “metterci la faccia”, come dice sempre il nostro primo cittadino, e di parlarne insieme: tranquilla, che non mordo!

* In risposta alla “giovane” Grazia, che mi ha taggata sulla mia pagina Facebook

Informazioni su Marina Perozzi

Nata a Milano nel 1955, sono ex insegnante di scuola primaria, ormai in pensione. Innamorata del lago fin dall'infanzia, vivo a Maccagno con Pino e Veddasca, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, dal 1979. Appassionata di fotografia, musica e tecnologia, occasionalmente scrivo sulla stampa locale articoli sugli eventi sulturali del territorio.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *