… E io mi dissocio!

Sono bastati un titolo e un sottotitolo ad hoc a scatenare il “furor di popolo”, tanto da rendere pressoché inutile leggere attentamente l’articolo sull’intervento del deputato pentastellato Niccolò Invidia sull’”affaire” della strada Piero-Lozzo. Invece meritava di essere letto attentamente, proprio perché contiene almeno due parole chiave: priorità e percorso alternativo, le stesse che hanno scandalizzato alcuni lettori della pagina Facebook “Amici della Val Veddasca”, al punto tale da augurare al giovane parlamentare di “cambiare mestiere”. Purtroppo il fenomeno dell’analfabetismo di ritorno sta mietendo sempre più vittime, così come i vuoti di memoria che, nelle persone anziane come me, potrebbero essere giustificati se indicassero i primi sintomi di una grave malattia neurologica.

Propongo allora un bigino riassuntivo, ad uso dei distratti e/o dei pigri, sulle perplessità di Niccolò Invidia, peraltro favorevole ad un collegamento alternativo tra Maccagno/Tronzano e il resto della provincia.

I fatti

14 gennaio – il presidente della Provincia Emanuele Antonelli viene accolto dal sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca in Municipio

22 gennaio – la Provincia di Varese – Area 5 – invia un questionario ai sindaci del territorio in merito all’eventualità della realizzazione di una strada che colleghi i due versanti della Val Veddasca, al quale il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca risponde esprimendo parere più che favorevole

5 febbraio – Il consigliere provinciale alla viabilità Marco Magrini invia una lettera agli amministratori locali in cui dichiara che la Provincia potrebbe mettere a disposizione risorse importanti per intervenire a fronte di un serio progetto che sia compatibile con le linee di indirizzo che i tecnici individuati saranno chiamati a formulare per un’opera sostenibile”.

Le perplessità di Invidia

  • Percorso molto lungo
  • Esistono evidenti problemi idro-geologici
  • Costo molto alto dell’opera
  • Spese pressoché nulle della Provincia a favore di questo territorio nella scorsa legislatura
  • Repentina e insistente pressione per la realizzazione di un’opera che pregiudicherebbe la possibilità di avere risorse per la manutenzione e il miglioramento del resto del territorio

Proposta alternativa

Realizzare un percorso da Maccagno Inferiore-Gaggio (Agra), perché:

– meno costoso

– più sicuro

– più veloce

Di quale orribile peccato si è macchiato, dunque, il giovane deputato? Di avere espresso delle opinioni? Solo gli esperti potranno chiarire lo stato di salute attuale delle nostre montagne e se, rispetto alla grave situazione già portata all’attenzione dei cittadini qualche anno fa, durante un incontro con i geologi proprio in quel di Maccagno, la situazione è migliorata, è stabile, oppure si è aggravata.

La mia perplessità, invece, riguarda le modalità con cui, da un po’ di tempo a questa parte, vengono esercitate la democrazia e la trasparenza. La cosa pubblica sembra essere diventata sempre meno condivisa con i cittadini e sempre più appannaggio di un’oligarchia che si sta avviando a grandi passi verso una monarchia assoluta e insostituibile. Negli anni ’90 del secolo scorso i maccagnesi furono i paladini di quella cittadinanza attiva li vide, fra le altre cose, difensori dell’ambiente, attraverso tutti gli strumenti atti a far sì che ci fosse “un confronto aperto su tutte le questioni piccole e grandi che fanno parte della vita di tutti i giorni… la volontà di fare il massimo di chiarezza su molte questioni che fanno parte della realtà del nostro paese, perché pensiamo che i cittadini abbiano, prima di tutto, il diritto ad essere informati su quanto avviene. Soltanto un’informazione completa, infatti, mette tutti i cittadini sullo stesso piano, e dà loro la possibilità di intervenire incisivamente nella vita politica della comunità in cui vivono… Massima trasparenza nella vita amministrativa, partecipazione dei cittadini alle scelte importanti per il futuro del paese… Siamo pronti a discutere di tutto e con tutti…” (Da “Il Giornale di Maccagno – n. 0 – Febbraio 1992)

Molta acqua è passata sotto al ponte sul fiume Giona. Chi allora era all’opposizione, da dieci anni condivide le poltrone della maggioranza in Consiglio Comunale e allora ha scoperto che è sempre più comodo delegare al solo primo cittadino il compito di farsi portavoce della volontà degli elettori. Questa inversione di tendenza, che a poco a poco ha cloroformizzato tutti, sta producendo qualche eccezione, soprattutto tra i giovani, evidentemente non contagiati da questo strano virus che sta trasformando i cittadini in sudditi.

Ecco, questa è l’assoluta priorità che ci deve stare a cuore: ripristiniamo le assemblee aperte, gli incontri pubblici con gli esperti, lo scambio reale di idee tra le persone, abbandonando la sterile e cattiva abitudine di sproloquiare sui social. Riprendiamoci il diritto di voler conoscere la verità con le nostre orecchie e non attraverso proclami diramati “urbi et orbi” nella convinzione di avere a che fare con un “popolo bue”.

P.S. Il consigliere provinciale alla viabilità Marco Magrini, in data 7 febbraio risponde a Niccolò Invidia ribadendo che la Provincia di Varese valuterà “qualsiasi tipo di proposta che arriverà dal territorio e dagli amministratori locali” e nei prossimi giorni i due, sfruttando un incontro in programma a Roma su AlpTransit, parleranno anche della Piero-Lozzo.
Nel frattempo le mie personali perplessità sulla conduzione della cosa pubblica a Maccagno con Pino e Veddasca restano inalterate e respiro questo clima di paura e di intimidazione verso chi esprime opinioni “diverse” come un segno di pericolosa deriva…

Informazioni su Marina Perozzi

Nata a Milano nel 1955, sono ex insegnante di scuola primaria, ormai in pensione. Innamorata del lago fin dall'infanzia, vivo a Maccagno con Pino e Veddasca, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, dal 1979. Appassionata di fotografia, musica e tecnologia, occasionalmente scrivo sulla stampa locale articoli sugli eventi sulturali del territorio.
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