QUELLO CHE AVREMMO VOLUTO LEGGERE
“Abbiamo iniziato da qualche giorno l’opera di progressiva sostituzione/demolizione dell’ecomostro che da anni deturpa il Parco Giona.
Se fate un giro, troverete, al posto delle sterpaglie e delle rovine, dei nuovi salici e dei nuovi pioppi.
Nel giro di pochissimi anni, vorremmo sostituire completamente il degrado ambientale creatosi nel tempo, che ormai, con quel fabbricone gigantesco incompiuto e abbandonato, mostra il segno del tempo e delle bizze del meteo.
Affinché il Parco Giona torni ad essere realmente il nostro polmone verde in riva al lago e si confermi la spiaggia più conosciuta e frequentata del Lago Maggiore.
L’attenzione alla natura e alla funzione indispensabile delle piante che ci circondano, ho provato a raccontarlo ai nostri ragazzi delle scuole appena qualche giorno fa, in occasione della Festa degli Alberi, sperando che non si accorgessero dell’ecomostro ancora incombente al di là del Giona e che nessuno facesse domande in proposito.
Perché ecologia, rispetto dell’ambiente, energie rinnovabili e risparmio energetico sono tutte facce dell’identica medaglia, di cui, però, da decenni ci eravamo dimenticati.
Abbiamo solo un mondo a disposizione, e dobbiamo fare di tutto per lasciarlo meglio di come lo abbiamo trovato.
Finalmente, dopo un lungo elenco di cose fatte, posso fare una promessa, che renderà giustizia a coloro che nel 1992 raccolsero più di 400 firme per la salvaguardia del Parco Giona”.
LA REALTÀ
Purtroppo si tratta solo di una parodia, ispirata alle parole dello spot elettorale pubblicato sui social dalla lista “Impegno Civico” il giorno di Pasquetta.
Devo dire che, per quanto riguarda l’impegno al rispetto dell’ambiente si è trattato, finalmente, di una promessa per il futuro e non del solito elenco di azioni concrete realizzate nel corso di questi anni di governo del territorio.
Però mi è andata di traverso la colomba pasquale perché ho subito pensato a quell’albergo incompiuto che da anni fa orribile mostra di sé proprio all’ingresso del Parco Giona.
Questa vicenda ha le sue origini in tempi così lontani che molti degli elettori (e anche dei candidati) non erano ancora nati, erano bambini o non abitavano qui e tanti adulti forse non se ne ricordano.
Allora vorrei riportare alla memoria alcune date, in modo da ricostruire, per sommi capi, le vicende del famigerato albergo, rimandando alla lettura dei documenti allegati l’approfondimento di tutti i passaggi di questa storia sconcertante.
Dunque: c’era una volta il Piano regolatore approvato dal comune di Maccagno nel settembre 1980, in cui si prevedeva un’area destinata alla costruzione di un albergo e la sistemazione a verde attrezzato del Parco Giona.
Ebbene sì, signori, stiamo parlando di ben 39 anni fa!
Nel gennaio 1989, il comune acquisisce alcune aree site tra via al Giona e la parte alberata per far realizzare a un privato una struttura alberghiera e la sistemazione del Parco.
Nel gennaio 1990 la variante n. 3 del Piano Regolatore modifica la volumetria costruibile da 5000 a 15000 mc.
La gara d’appalto va deserta per ben due volte e nel novembre 1991 un gruppo di 40 cittadini rivolge una petizione al sindaco chiedendo la chiusura del parco alle auto, la creazione di un’area giochi per i bambini e di un percorso vita, con la sistemazione del verde.
Nell’aprile 1992 viene preparato un nuovo bando per la sistemazione dell’area.
Dopo un mese, nel corso di un’assemblea pubblica, si decide di raccogliere firme per indire un referendum sul parco.
Nel settembre 1992 vengono consegnate 400 firme di cittadini maccagnesi più 50 di non residenti.
Nell’ottobre dello stesso anno l’amministrazione comunale rifiuta e nel frattempo indice la terza gara d’appalto.
Nel giugno 1994 viene modificato il bando e viene posta in vendita l’area per la costruzione dell’albergo, senza più alcun obbligo per la sistemazione della zona e la costruzione di altre infrastrutture.
Nell’ottobre 1994 la gara d’appalto va deserta per la quinta volta.
Gennaio 1995: nuovo bando, questa volta per la sistemazione del parco.
In questi ultimi 24 anni alcune cose sono state realizzate, come la sistemazione dell’area verde, la realizzazione del parco giochi e di altre infrastrutture, compresa l’asfaltatura della zona parcheggio, e si è iniziata la costruzione dell’albergo, che però, ad un certo punto si è interrotta.
A tutt’oggi, aprile 2019, la struttura è ancora lì, incompiuta e in stato di abbandono.
Lo scorso febbraio, in Consiglio Comunale, in merito all’adozione del Piano di Governo del territorio, il sindaco ha dichiarato di aver “introdotto una nuova flessibilità con la quale i proprietari degli immobili possono presentare in comune destinazioni diverse dalle originali. Il primo beneficiario di questo strumento sarà la costruzione mai terminata ai bordi del Parco Giona, che finalmente potrà trovare una destinazione verso il sospirato compimento”.
Sono oltremodo contenta della piantumazione nuovi alberi, così come di quella degli ulivi che gli studenti delle scuole maccagnesi hanno collaborato a piantare, ma mi sarebbe piaciuto che il sindaco, nella sua campagna elettorale, anziché parlare di salici e pioppi, avesse promesso un costante stato di allerta e di vigilanza sul futuro di quella costruzione che incombe sul “polmone verde” del nostro territorio.
Anche perché qui sono in gioco eventuali futuri posti di lavoro, che potrebbero interessare ai nostri giovani.
Perché ora mi rivolgo al sindaco in persona?
Perché gli attuali consiglieri, all’epoca di quella battaglia per la salvaguardia del Parco non c’erano, ma lui c’era, eccome!
E in qualità di vice sindaco partecipò anche ad incandescenti consigli comunali nei quali respinse le istanze dell’opposizione con fermi dinieghi sulla concessione del referendum e, guarda caso, con le stesse modalità che ancora oggi usa quando rifiuta il dialogo, affermando che chi è stato eletto ha il potere decisionale e nessuno può azzardarsi ad interferire o dissentire.
Ora però, chiamando in causa coloro che all’epoca erano all’opposizione e oggi appoggiano la lista “Impegno civico”, mi chiedo: perché non esiste una dialettica interna al gruppo?
Forse perché il nostro primo cittadino, da segretario del PPI (ex DC), ora siede ai vertici provinciali del PD?
Fonti: “Il giornale di Maccagno” Novembre 1992 – Febbraio 1995

“Parco giona: il più amato, ma non da tutti” – Il giornale di Maccagno Novembre 1992
“Parco Giona: ultima versione… si spera” Il giornale di Maccagno Febbraio 1995
“Parco Giona: ultima versione… si spera” Continuazione – Il giornale di Maccagno Febbraio 1995