Il porto delle nebbie

Oggi vorrei parlarvi non di cinema, come il titolo farebbe pensare, ricordando il film di Marcel Carnè del 1938.

In realtà la storia che vorrei raccontarvi è “un cinema”, nel senso che sembra un film, però non ha nulla di divertente e spiritoso, bensì rivela una sceneggiatura inquietante, che non lascia sperare in un lieto fine, almeno da quanto si legge nel “Verbale di deliberazione della Giunta Comunale n. 77” datato 15 aprile 2019, ma stranamente pubblicato il 20 maggio, a sei giorni dalle elezioni amministrative.

Bene: in questo documento si conferisce l’incarico ad un avvocato di Varese per l’assistenza legale nella vertenza tra Villa Marina srl contro il Comune di Maccagno con Pino e Veddasca per un impegno di spesa di 5 000 €.

Eh sì, perché Villa Marina srl chiede al Comune la bella cifra di 416 799,00 €, oltre ad eventuali danni che la suddetta società dovesse subire per mancato rispetto nei confronti di contratti verso soggetti terzi

Ohibò! Ma che cosa è accaduto e, soprattutto, chi è questa Villa Marina srl?

Veniamo ai protagonisti e ai fatti di questa vicenda, che inizia nel lontano 2008, quando il nostro non era ancora il comune più esteso di tutta la provincia dopo il capoluogo Varese.

E parliamo di Zenna: sì, proprio della frazione in cui si trova il confine di Stato, lungo la SS 394 del Verbano Orientale, l’ultimo lembo di terra italica nel nostro territorio, che 10 anni fa faceva parte del comune di Pino sulla sponda del Lago Maggiore.

Orbene: nel 2008 la società Villa Marina srl di Varese ottiene la concessione di un diritto di superficie della durata di 60 anni su un fabbricato ad uso ristorante, bar, appartamento, più un fabbricato accessorio e alcune pertinenze.

Il 13 agosto dello stesso anno viene presentato un Piano Integrato di Intervento per riqualificare quell’area, per realizzare un porto turistico di 330 posti barca e altri interventi edilizi che interessano anche aree comunali.

Il procedimento di approvazione però viene sospeso in attesa delle autorizzazioni necessarie, perché i vari enti pubblici preposti esprimono molte perplessità circa la realizzazione di questo porto turistico.

Nel 2009 Villa Marina presenta istanza al “Consorzio gestione associata dei laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese – Ufficio Demanio Lacuale” per il rilascio di una concessione demaniale al fine di consentire la realizzazione del porto turistico.

L’anno successivo (e siamo nel 2010) la Conferenza dei Servizi sospende il procedimento per l’ottenimento della concessione demaniale e ancora una volta Villa Marina riceve un parere parzialmente negativo, in quanto il porto turistico viene ritenuto di dimensioni eccessive rispetto al potenziale bacino di utenza, con conseguente forte impatto ambientale sul territorio.

La società varesina sospende temporaneamente le attività in attesa di valutare un nuovo progetto, più realizzabile, ma che possa garantirle un ritorno economico e finanziario, in quanto si tratta di un investitore privato.

Che c’è di strano?

Fin qui nulla, come sempre il ragionamento non fa una grinza.

Intanto, però, il tempo passa e arriviamo al 14 giugno 2013, data che ancora non fa da spartiacque tra pre e post fusione di Maccagno con Pino e Veddasca, in quanto il referendum per la fusione si terrà solo il successivo 1 dicembre 2013 e di fatto si concretizzerà nel febbraio 2014.

Quindi, sei mesi prima del referendum, in previsione di un nuovo Piano di Governo Territoriale che necessariamente dovrebbe essere adottato dal nuovo ente pubblico in caso di esito positivo, viene sottoscritto un accordo tra il Comune (di Pino o di Maccagno? Non è chiaro, ma il testo della delibera parla di Maccagno con Pino e Veddasca, che ancora non esisteva) e Villa Marina per la consegna anticipata degli immobili oggetto della vecchia concessione del 2008, soprattutto perché l’intera area, ormai in stato di abbandono, necessita di riqualificazione.

Nulla sappiamo da quella data fino ai giorni nostri, anche se nel frattempo sono stati ripristinati la spiaggia, gli spazi verdi, realizzato un parco giochi per i bambini ed effettuata manutenzione straordinaria dell’immobile.

Anzi: questi interventi permettono a Villa Marina srl di concedere in affitto alla società Name srl di Luino la quasi totalità dell’immobile, con decorrenza 1 gennaio 2019 e scadenza 31 dicembre 2030, con un canone di affitto a favore di Villa Marina srl pari a 32 000,00  + IVA e oneri di legge.

Nel documento pubblicato all’albo pretorio e scaricabile dal sito internet del Comune compare anche una dettagliata “lista della spesa”, che documenta tutte le somme che, dal 2013 a gennaio 2019 Villa Marina ha versato al Comune di Maccagno con Pino e Veddasca, oltre a quanto versato all’allora Comune di Pino negli anni 2008/2009.

A questo punto è chiara la motivazione della richiesta di risarcimento: per gli ingenti investimenti realizzati nel corso degli anni e per i danni subiti a causa della mancata autorizzazione della proposta originaria (la costruzione del porto).

In pratica si intima il Comune al rimborso totale dei canoni versati, delle spese sostenute da Villa Marina per lo studio e la progettazione, delle migliorie apportate all’immobile di proprietà comunale, della gestione ordinaria della società, delle spese generali, dei tributi e delle imposte.

Allora sorgono spontanee alcune domande, che il cittadino medio come me si pone:

  • Perché, dopo tanti anni, è ancora sospeso il procedimento di approvazione di quel Piano di Intervento?
  • Perché gli immobili sono stati comunque concessi prima di definire ufficialmente l’ottenimento della concessione demaniale?
  • Come era possibile prevedere l’esito positivo della fusione tra comuni con conseguente modifica del Piano di Governo del Territorio?
  • Era forse intervenuto qualche accordo che ha permesso a Villa Marina di apportare in questi anni le migliorie all’area interessata in cambio della promessa di un esito favorevole dell’istanza di concessione demaniale che invece, di fatto, si trova ancora fra “color che son sospesi”?

Ma, la domanda che le riassume tutte è la seguente: perché la Giunta del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca pubblica il 20 maggio, a sei giorni dalle elezioni amministrative, una delibera di questa portata datata 15 aprile?

Intanto, quello che dovrebbe e vorrebbe essere un paese a forte vocazione turistica, a tutt’oggi non possiede alcun porto: né in località Gabella, né in località Zenna e la risposta alle legittime domande del cittadino medio restano avvolte nella nebbia.

Informazioni su Marina Perozzi

Nata a Milano nel 1955, sono ex insegnante di scuola primaria, ormai in pensione. Innamorata del lago fin dall'infanzia, vivo a Maccagno con Pino e Veddasca, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, dal 1979. Appassionata di fotografia, musica e tecnologia, occasionalmente scrivo sulla stampa locale articoli sugli eventi sulturali del territorio.
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