Visto che la questione mi riguarda personalmente, invito, ancora una volta, a rileggere attentamente tutti i “fiumi di parole” che si stanno versando in questi giorni sul caso “Gemellaggio Maccagno – Gambarogno”. Non riscontravo tale veemenza dall’epoca del gemellaggio “Maccagno-Circello” degli anni ‘90 del secolo scorso, quello sì, promosso e realizzato con il cospicuo contributo del Comune. Ma non divaghiamo e procediamo con ordine.
Mi dispiace fare la “maestrina”, ma nella lettera inviata il 9 febbraio dal gruppo di opposizione di Maccagno con Pino e Veddasca non è scritto che il progetto di gemellaggio con la scuola di S. Nazzaro (Gambarogno) era inserito nel piano per il diritto allo studio, ma che l’intervento del Comune a sostegno dell’iniziativa (il pulmino e la collaborazione nella preparazione dei documenti di espatrio citati nel mio intervento del 27 gennaio scorso) “è di normale e ordinaria amministrazione, non è stato fatto alcunché di straordinario”.
La citazione del Diritto allo Studio era semplicemente una precisazione che voleva spiegare in che cosa consiste l’erogazione di contributi alle scuole pubbliche, che qualsiasi amministrazione ha il diritto/dovere di concedere, là dove ci siano le risorse finanziarie disponibili.
Ancora una volta i titoli della stampa hanno generato reazioni forti e addirittura a carattere intimidatorio, come in questo caso quella del primo cittadino di Maccagno con Pino e Veddasca, che scrive “Non entro nel discorso della dirigente scolastica, le cui parole sono state chiarissime: chi paventa o cerca ulteriori interpretazioni diverse ne risponderà personalmente”.
La Dirigente scolastica, che ringrazio per avermi ascoltata e aver capito le motivazioni della mia reazione, pur dissociandosi dalla sottoscritta, ha puntualizzato che “Il progetto ‘Il lago: unisce o divide?‘, che prevede il gemellaggio tra la scuola di Maccagno con Pino e Veddasca e San Nazzaro è stato steso e realizzato in prima persona dalle insegnanti della classe quarta Patrizia Villani, Marina Perozzi e Antonella Ferrazzo, ma l’idea di trovare un punto di incontro e di crescita tra le scuole svizzere e la nostra scuola nasce dopo anni di collaborazione tra le due amministrazioni e, inoltre, a monte di questo progetto, c’è il contributo concreto da parte del comune di Maccagno con Pino e Veddasca”.
Mi permetto solo una piccola, maliziosa considerazione: “a monte di questo progetto, c’è il contributo concreto da parte del comune di Maccagno con Pino e Veddasca” non l’abbiamo scritto né io, né il gruppo consiliare di minoranza.