Rent an E-bike

È di giovedì 2 luglio 2020 la notizia ufficiale, letta su Varese News, della partenza del servizio di noleggio bici in Veddasca. “Al Lago Delio mountain bike con pedalata assistita e guide per i turisti che non conoscono i luoghi. Nasce ASD Veddasca Bike Experience per promozione turistica e conservazione dei sentieri”.

L’interessante pacchetto prevede un servizio di noleggio in quota (cioè al lago Delio), proposto dalla neonata associazione, che nel frattempo ha anche attivato la collaborazione con “Veddasca e-bike”, proprietaria delle bici. Percorsi e tour degli alpeggi che si adattano a diversi livelli di escursioni e a differenti competenze dei ciclisti, con eventuale accompagnamento di guide, rivolti sia agli italiani che agli stranieri.

Inoltre “stiamo registrando proprio in questi giorni la ASD Veddasca Bike Experience che si occuperà di collaborare col Comune per segnaletica, promozione turistica e manifestazioni sulle due ruote”.  Così ha dichiarato Mauro Raineri, promotore dell’iniziativa.  Sarà possibile noleggiare sia bici semplici che “assistite”, come illustrato sul sito www.ebikeveddasca.it, per la durata di due ore, mezza giornata, un giorno, 2 giorni, una settimana.

Qual è la principale caratteristica di un’e-bike?

Quella di essere dotata di un motore elettrico collegato a una batteria, scegliendo il livello di assistenza più adeguato.

A questo punto, però, sorge un problema: quello della ricarica. Il motore elettrico collegato alla batteria possiede un’autonomia variabile che dipende da alcuni fattori, anche se i sistemi più performanti assicurano un’autonomia di 100 e più km.:

– dal peso del biker

– dalla ipologia del percorso e di eventuali dislivelli

– dalla pedalata

Generalmente le stazioni di ricarica vengono installate

– nei punti di attrazione turistica (musei, apt. ecc.),

– presso caffé, bar, ristoranti, bicigrill,

– presso hotel, Bed & Breakfast, e altre strutture ricettive

– presso strutture ricreative (piscine, parchi, ecc.)

Tra le varie tipologie di infrastrutture di ricarica le più pratiche sembrano essere le cosiddette colonnine, acquistabili con varie opportunità di finanziamento, nazionali o regionali.

Maccagno con Pino e Veddasca vanta una lunga esperienza di mobilità sostenibile, da quando, nel dicembre 2012, grazie alla partecipazione ad un bando regionale fu inaugurato il primo servizio di “car sharing”, collocato nei giardini nei pressi del Comune.

Ma torniamo ai giorni nostri: durante il Consiglio Comunale del 13 giugno scorso, tra i vari punti all’ordine del giorno c’era la risposta alla mozione presentata dal gruppo consiliare di opposizione “Idea Comune” relativa all’installazione di colonnine elettriche per la ricarica di biciclette assistite.

Stupefacente la risposta del consigliere Matteo Catenazzi, il quale, sottolineando la connotazione “Green” ed “Environment trendy” (ambiente alla moda) di Maccagno con Pino e Veddasca, citava proprio l’esempio di Car-Sharing “E-Vai, la fito depurazione e la casetta dell’acqua. In effetti, nel dicembre 2012 furono inaugurati due parcheggi di sosta riservati alla ricarica di due vetture endotermiche a basso impatto ambientale, ai quali si e aggiunto, nel febbraio 2018, “E-Vai 2.0 Just in time“, un veicolo elettrico di ultima generazione, grazie ad un progetto di collaborazione tra E-Vai(società di car sharing del Gruppo FNM), e il Comune. Costo di mantenimento: 700 € più IVA al mese.

In aggiunta, da aprile 2019 sono attive due ulteriori postazioni di ricarica elettrica, rispettivamente in via Argentina e in Piazzale Aliverti, a cura di Enel X, senza alcun costo per l’amministrazione comunale.

A fronte di comportamenti tanto virtuosi dell’Amministrazione, non si spiega, dunque, perché la proposta di installare delle colonnine per la ricarica di bici elettriche sia stata subito bollata come “stridente rispetto all’idea di sviluppo sostenibile dell’imprenditoria montana locale”.

Le argomentazioni del consigliere Catenazzi si sono concentrate sulla richiesta di “Una proposta più articolata, accompagnata da uno studio di fattibilità e di impatto ambientale derivante dall’installazione di altre strutture di ricarica e del necessario allaccio alla rete energetica, senza dimenticare il peso della conseguente necessaria rete di manutenzione e controllo”.

Proposta “dal respiro corto, se non inserita in un contesto più generale e articolato”, dunque, quella del gruppo di Idea Comune?

Parebbe di sì, perché l’amministrazione Comunale già da tempo aveva avviato “colloqui fattivi e stringenti” con la nascente Associazione Sportiva Dilettantistica “che si vuole fare promotrice diretta della pratica di questo sport, condividendo anche l’opportunità di creare punti di ricarica e manutenzione presso le attività aperte al pubblico”.

Ecco che, pensando ad un costo zero per le casse comunali, si pronostica di “cogliere più frutti con minor dispendio di risorse potendo avere diretto riscontro anche da parte degli imprenditori di montagna”.

Un percorso tutto in salita, dunque, secondo gli amministratori maccagnesi, al termine del quale “nasceranno sicuramente dei punti di ricarica e-bike, ma a quel punto ci saranno percorsi segnalati, un supporto informativo adeguato, punti di ristoro pronti ad accogliere i turisti della bicicletta”.

Da cittadino medio, dotato di intelligenza media, mi chiedo: perché non votare a favore della mozione di Idea Comune, visto che erano già in corso delle trattative con i privati?

Paura forse di dover accollare a carico del Comune gli oneri di progettazione, installazione e manutenzione delle colonnine?

Non era forse il caso di valutare la possibilità di accedere a fondi regionali/nazionali da parte dell’amministrazione pubblica, piuttosto che lasciare alla gestione di un’associazione la responsabilità del servizio?

E se un domani l’associazione dovesse trovarsi nell’impossibilità di continuare a garantire il servizio?

Sarebbe stato sufficiente che, anziché votare contro, in evidente contraddizione con tutte le iniziative virtuose a favore della mobilità sostenibile elencate dal gruppo di maggioranza, ci si fosse espressi unanimemente a favore della proposta di Idea Comune, riservandosi di costituire, magari, un gruppo misto in grado di valutare i pro e i contro di un eventuale intervento pubblico per la riqualificazione turistica di un territorio che, ora più che mai, ha bisogno di aiuto per risollevarsi.

Informazioni su Marina Perozzi

Nata a Milano nel 1955, sono ex insegnante di scuola primaria, ormai in pensione. Innamorata del lago fin dall'infanzia, vivo a Maccagno con Pino e Veddasca, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, dal 1979. Appassionata di fotografia, musica e tecnologia, occasionalmente scrivo sulla stampa locale articoli sugli eventi sulturali del territorio.
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